La legge di bilancio 2021 introduce l’estensione delle rivalutazioni di bilancio ai beni immateriali. Alcune considerazioni sugli asset intangibili digitali.

Il quadro normativo

L’articolo 110 (Rivalutazione generale dei beni d’impresa e delle partecipazioni 2020) del decreto agosto introduce un’ampia possibilità di rivalutare i beni d’impresa, risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019.

La rivalutazione deve essere eseguita nel bilancio o rendiconto dell’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 e il maggior valore attribuito può essere riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP mediante il versamento di un’imposta sostitutiva nella misura del 3 per cento per i beni ammortizzabili e non ammortizzabili.

La rivalutazione può essere effettuata distintamente per ciascun bene.

Alle disposizioni di cui al decreto agosto, convertito, con modificazioni, dalla Legge 13 ottobre 2020, n126, si aggiungono le disposizioni della Legge di Bilancio 2021 che al comma 83 dell’articolo 1 inserisce all’art. 110 il comma 8-bis che estende le disposizioni in materia di rivalutazione anche all’avviamento e alle altre attività immateriali.

effetti benefici delle rivalutazioni dei beni aziendali come sostegno alla ricapitalizzazione delle Aziende

Alcuni benefici derivanti dalla rivalutazione dei beni:

  • Iscrizione dei beni in bilancio al loro fair value (valori correnti);
  • Incremento del patrimonio per facilitare l’accesso al credito;
  • Utilizzo del saldo attivo di rivalutazione per coprire le perdite;
  • Possibilità di dedurre maggiori quote di ammortamento.

Focus sugli asset intangibili digitali e opportunità da cogliere.

Tra i beni immateriali dell’Impresa rientrano a pieno titolo gli asset intangibili digitali sempre più importanti come patrimonio di conoscenza ed elemento di competitività sul mercato:

  • software,
  • dati,
  • siti web (comprensivi dei social aziendali e dei contenuti digitali).

La rivalutazione di tali asset utilizzando standard metodologici di misurazione e tariffe di mercato, costituisce non solo una opportunità meramente contabile/fiscale, ma potrebbe essere l’occasione per rilevare in modo attendibile e sistematico, anche dal punto di vista tecnico-tecnologico, elementi patrimoniali che per le Imprese rivestono ormai un’importanza cruciale.

Lo slancio verso una valutazione distinta per ciascun bene è sicuramente importante per cominciare a rilevare, anche sotto il profilo contabile, la complessità del sistema informativo aziendale fatto di componenti che, nonostante la loro immaterialità, hanno una propria autonomia.

Individuare tali asset sia da un punto di vista tecnico che economico/contabile consente quindi alle aziende di avviare politiche operative e di bilancio del tutto innovative, ad esempio:

  • la monetizzazione dei dati,
  • l’adeguatezza dei costi correnti e di manutenzione sui relativi asset (investimenti in cybersecuritymanutenzione, ecc.),
  • una corretta impostazione degli asset IT aziendali verso una logica di servizio (cloud, SaaS, ecc.),
  • una comunicazione efficace verso i vari stakeholder aziendali (soci, azionisti, investitori, banche, ecc.).

E’ evidente che le scelte del legislatore non sono solo dettate da esigenze di sostegno del sistema produttivo italiano, ma costituiscono una grande occasione per traghettare le aziende verso una mondo più innovativo e attivare le basi di una efficace digital transformation di cui tanto oggi si parla.

Due diligence e Perizie estimative a supporto dei valori di rivalutazione

In conclusione, sarà indispensabile supportare le attività di rivalutazione dei beni immateriali aziendali (specie se si tratta di asset digitali) con approfondite e complete perizie di esperti del settore con una visione a 360° degli aspetti tecnici, tariffari, di mercato e contrattuali.

Per approfondimenti: The EVIA Project

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